>Giocare senza giocattoli

>Leggendo questo mi sono venute in mente le tante volte in cui con Ciock ci siamo dedicati ai giochi-fai-da-te, e la grande soddisfazione che ne abbiamo tratto.
Naturalmenteil luogo più adatto per giocare senza giocattoli è il camper.

Di solito evito di trascinarmi in campeggio troppe cose, giusto i suoi pupazzi per dormire, qualche costruzione di legno e poco altro ancora, per lo più libri, che lui ama molto.
Ma appena giunti a destinazione i giochi vengono da soli: legnetti,sassi, pigne e foglie (o belle conchiglie se siamo a mare) per costruire castelli meravigliosi e tane per gli animali, fiori da pressare per farne quadretti e cornici, cortecce di alberi o (come l’ultima volta) la base di una palma tagliata, che si trasformano in pentoloni di strega per miscugli infernali, stupendi insetti da osservare e, se piove o si è troppo stanchi per star fuori, l’eterna pasta di sale per creazioni estemporanee,nelle quali magari inglobare tutti i tesori raccolti in campagna.
Ma anche in casa troviamo modo di improvvisare.
Il gioco che da sempre riscuote più successo (anche ora che Ciock è grandicello, continua a piacergli) è l’intramontabile classico montessoriano: i travasi.
In questa casa si travasa ormai di tutto, solidi e liquidi, commestibili e non, da soli e in compagnia (perchè si, lo ammetto, i travasi piacciono anche a me, li trovo rilassanti!).
Un vecchio scatolone diventa, con l’aiuto di forbici e pennarelli, una cucina con tanto di forno e lavello (per il lavello si usa una vaschetta per surgelare!), un tagliapatate di quelli per fare le chips a bastoncino, è stato per interi pomeriggi un’astronave, l’arca di Noè, la carrozza di Madame Adelaide o l’autocisterna dei pompieri…
O ancora, non c’è mia sciarpa, scialle o coperta che non sia stata utilizzata per farne mantelli da moschettiere o tende da indiani poggiata sullo stendipanni o tra due sedie.
E che dire delle pentole di alluminio trasformate in batteria, o delle maracas fatte con bottigliette piene di riso?
Ma in assoluto, credo che i giocattoli più superflui siano quelli studiati appositamente per i piccolissimi.
Si, dai, quelli pieni di luci, suoni ed effetti speciali, che ti promettono di far diventare tuo figlio superintelligente, fornendogli gli stimoli “giusti”.
Giocattoli che fanno tutto loro (tra poco anche il caffè per la mamma!) e che non lasciano il minimo spazio all’improvvisazione e alla fantasia dei piccoli.
Non li sopporto!
E li conosco bene perchè Ciock ne aveva a dozzine.
Con Fragola ho scoperto che non c’è niente di più affascinante di un pezzo di morbida spugna con nastri e cordini applicati (quello dalla fotografia l’ho fatto io prima che lei nascesse, dopo non c’è stato più il tempo per fare i creativi!) o un sacchetto di stoffa pieno di fagioli, per non parlare del vecchio telecomando della TV!
Mia figlia adora tutto ciò che può essere tirato e arrotolato, non c’è laccetto,stringa o zip che si salvi.
E allora, a che servono tanti giocattoli?
E’ ovvio che ci sono in casa, ci mancherebbe altro, ma non lasciamoci prendere la mano: invece di comprare le pentoline delle Principesse alle nostre bimbe, diamo loro i vecchi utensili che non usiamo più (purchè siano sicuri e in buone condizioni, ovvio)…
Ho la sensazione che saranno molto graditi: sono proprio quelli della mamma!
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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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2 risposte a >Giocare senza giocattoli

  1. Mia ha detto:

    >Meno male che non sono l'unica che non vuole molti giocattoli per i figli. E' così bello vederli inventare giochi e storie con tutto quello che capita loro a tiro!!! Mio figlio impazzisce con tutto quello che ha colori a contrasto! Sta delle mezz'ore a tirare le nostre maniche se ci sono righette o scritte sgargianti!

  2. Melia ha detto:

    >Fagli una bella cameretta con le carte optical stile anni '70 allora!

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