>Ultime dalla casa sgarrupata

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Che giornate!
I problemi non finiscono mai, questa casa si sta rivelando una fonte inesauribile di contrattempi.
Sorvolando sul fatto che sono ancora senza cucina e che benedico la mia indole da vecchia campeggiatrice, che mi consente di arrangiarmi senza troppe difficoltà con un fornellino da campo e il microonde, sembra che la sfiga ci perseguiti in maniera inesorabile.
Mi sento un po’ come se la nuvoletta di Fantozzi avesse preso il domicilio sulla mia testa.
Ormai gli operai si sono trasferiti qui in via definitiva, fanno parte della famiglia!
Non ne posso più.
Cioccolato è nervosissimo e ieri mi ha fatto prendere un colpo cadendo da una sedia alta 20 cm e sbattendo il naso sul pavimento con il risultato di sanguinare per mezz’ora come un pugile suonato.
Fragola si è raffreddata e la notte non mi fa dormire, ha il naso a fontana e una febbretta insidiosa che la rende insofferente.
Il Nero è stressato come un tacchino a Natale e la sottoscritta sta assumendo lentamente la postura dell’avvocato George Hautecourt (avete presente la frase geniale: “Non sono più agile come quando avevo 80 anni”? Ecco. Solo che io devo ancora compierne 34) il tutto aggravato dal fatto che non riesco a rinunciare a portarmi Fragola appesa alla schiena come una scimmia.
E però….
Nonostante tutto sono contenta.
Perchè la sera, quando esco sul terrazzino a fumarmi la mia sacrosanta sigaretta del momento magico “ho-appena-addormentato-i-bimbi-mi rilasso-cinque-minuti-prima-di stramazzare“, vedo sul mio capo un cielo stellato poeticissimo sopra una distesa di tetti dalle tegole rosse e grigie, le cupole barocche di questa città bellissima e difficile, le canne fumarie dei vecchi palazzi.
E quando vado a dormire, sento i respiri teneri dei miei bambini nel silenzio della sera.
Oddio, respiri teneri, in realtà russano tutti e due come delle segherie, ma non è molto materno ammetterlo pubblicamente!
E così, tra un tea for two con l’idraulico e un caffè ristretto con il muratore, mi godo in realtà la mia casetta ancora sgarrupata e la mia famiglia accampata e felice.

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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2 risposte a >Ultime dalla casa sgarrupata

  1. Nonaddetta ha detto:

    >ciao, sono nuova qui! volevo lasciare un po' di solidarietà, dato che all'altro capo dello stivale sono alle prese con una casa per ora moolto sgarruppata pure io… quindi ecco: solidarietà a piene mani!!!

  2. Melia ha detto:

    >Ecco grazie, c'è proprio bisogno di un po' di solidarietà tra campeggiatrci da salotto!

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