>Viva la mamma! (…La mia)

>

E sì, ci sono giorni in cui non posso fare a meno di pensare che sono stata fortunatissima ad avere la mamma che ho.

Perchè questa considerazione proprio adesso?
Ve lo spiego subito.
Lunedì pomeriggio ho come sempre accompagnato Ciock in piscina.
Solo che era il giorno delle tribune aperte e si respirava aria di nervosa eccitazione già dalla strada.
La sala d’attesa era gremita e l’atteggiamento medio dei genitori presenti era improntato all’isteria collettiva più totale, come se avessero dovuto assistere alle olimpiadi, piuttosto che ad una normalissima lezione di nuoto dei loro pargoli.
Ma il peggio doveva ancora venire: il peggio era negli spogliatoi.
Ora io mi chiedo: far fare sport ai propri bambini è cosa buona e giusta, lo sport è bello, sano, divertente ed educativo, ma c’è bisogno di addestrare i nostri cuccioli alla competizione più sfrenata?
Mentre cercavo di spogliare Ciock, che come al solito mi scappava da un lato all’altro dello spogliatoio, dribblando borsoni e accappatoi, in un clima tropicale saturo di vapore acqueo (ogni volta rischio il collasso) altri genitori davano le ultime istruzioni ai loro rampolli.
“Ma insomma, possibile che a quattro anni compiuti tu non sia in grado di metterti la cuffietta da sola?” Detto ad una bambina con una gran massa di ricci (Io non ci riesco del tutto neanche oggi che di anni ne ho 30 di più della povera bambina).
“Tieni dritte quelle spalle che sembri rachitico!”
“Ricordati che la mano deve entrare in acqua di taglio!”
“I piedi! Devi battere i piedi!”
“Ma sei davvero un impedito! Nel dorso il movimento del braccio è così!” Con dimostrazione materna di qualcosa che sembrava il movimento di un bradipo che si stiracchia.
I bambini erano così nervosi che ci sarebbe voluta una bella nebulizzazione di valium dalle docce (sistema di antica memoria, se avete presente).
Nel frattempo la mia unica preoccupazione era che Ciock non facesse la pipì nella vaschetta lavapiedi, si sa mai… bambini sono!
Lascio questa gabbia di matti urlanti e vado a prendere posto in tribuna.
Apro la borsa e mi accorgo con disappunto di aver dimenticato a casa la macchina fotografica.
Mi rivolgo allora ad una mamma seduta a fianco a me, che dopo essersi rosicchiata nervosamente le unghie di tutte le dita, stava probabilmente meditando di addentare quelle del marito, e le chiedo se magari può scattare qualche foto anche a Ciock.
Mi guarda come se fossi pazza e mi risponde: “Ma perchè lei non ha la macchina?”
“Ehm, no, l’ho scordata”
“E non può farle col telefonino?”
“Si, ma non è un granchè, da questa distanza vengono male”
Mi squadra da capo a piedi e conclude che evidentemente il mio aspetto non si accorda con il suo iPhone 4, nè con il BlackBerry di suo marito…
Fa spallucce e mi risponde tra i denti che sì, volendo, se ne avrà occasione, scatterà qualche foto a Ciock.
Incazzata come un’ape, vado a sedermi un po’ più in là e trovo un simpatico nonno che mi assicura che ci penserà lui a fotografare mio figlio, che tra l’altro è nello stesso corso di suo nipote.
La gentilezza allora non è del tutto morta, versa solo in pessime condizioni di salute.
Finalmente ecco apparire i nostri piccini, tutti bellini, in fila con le mani sulle spalle dei compagnetti.
Come ogni rinco-mamma sono tutta emozionata e fiera e mi godo le evoluzioni di Ciock che sguazza felice in quello che da sempre è il suo elemento naturale.
Ad un certo punto il simpatico nonno mi dice: “Che bravo il suo ometto! – e, con tono vagamente allusivo- ma come mai così grande ancora in vasca piccola?”
“Beh, veramente ha solo 5 anni…. comunque sa nuotare anche in vasca grande, solo che così si diverte di più”.
“5 anni?! Che ragazzone! Pensavo fosse più grande…. E però, visto che è tanto bravo, lei dovrebbe spronarlo di più! Non sono mica qui per giocare questi bambini… Glielo dico sempre a mia nuora: ci vuole disciplina! Lo sport è sacrificio, bisogna spingerli i bambini, se vogliamo che eccellano!”
E se io non voglio che mio figlio eccella?
Se desidero solo che stia in forma e si diverta?
Ma che gli succede a tutti questi genitori e nonni?
Perchè fanno così?
Perchè bisogna togliere ai bambini il piacere di giocare?
Perchè tutto deve diventare competizione, sfida, agonismo?
Ciock è bravo a nuotare, gli piace tanto, ha imparato da solo a mare l’estate scorsa, e così ho pensato che tra tanti sport, il nuoto fosse più adatto a lui.
Gliel’ho proposto e lui ne è stato felice.
Se andando avanti vorrà impegnarsi a livello agonistico,bene, altrimenti sarà liberissimo di continuare così, a praticare uno sport perchè gli piace.
Ed è per questo che sono felice di avere la mamma che ho.
Anche io ho fatto tanti sport diversi e non ho mai gareggiato, perchè le competizioni mi stressavano, perchè mi intimidivo, avevo paura, sentirmi osservata mi metteva a disagio.
E mai una volta mia madre mi ha dato dell’impedita perchè non ero capace di far bene una cosa, o ha preteso che diventassi una star o una campionessa olimpica.
Ed io cerco di fare altrettanto con Ciock.
Sperando di far bene.
Sperando che mio figlio se ne freghi se ci sono i suoi genitori a guardarlo, o che al limite sia contento di condividere con noi un suo momento, senza la tensione che ho visto negli occhi di altri bambini certi di dover dare comunque il meglio di sè.
Annunci

Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
Questa voce è stata pubblicata in Pargoli, Sport. Contrassegna il permalink.

5 risposte a >Viva la mamma! (…La mia)

  1. Anonymous ha detto:

    >Da una parte sono d'accordo con te e trovo certi genitori quasi ridicoli, a volte, nelle richieste e nelle aspettative che ripongono nei loro figli. Dall'altra a volte penso che se i miei genitori, che come i tuoi mi hanno sempre offerto stimoli senza inculcarmi la smania di competizione, mi avessero pungolato, se mi avessero obbligato a compiere uno sforzo in più, forse ora avrei avuto qualche "cartuccia in più da sparare". Suonare il piano e la danza classica mi riuscivano naturalmente molto bene, ma da piccola ero pigra e la costanza non è mai stato il mio forte. Con una leggera pressione dei miei genitori probabilmente avrei avuto qualche soddisfazione in più da adulta. Da piccoli non sappiamo qual è la cosa più giusta per noi e fuggiamo gli sforzi perchè è più facile. Spero che con mio figlio saprò trovare il giusto mezzo tra le mamme folli che hai conosciuto in piscina e la grande "democrazia" con la quale sono stata educata.Erika

  2. esther ha detto:

    >Bè direi che la cosa è molto semplice: una volta si "giocava" ora si fa "attività sportiva".Sai che cosa adoro di più della Bolivia? Passeggiare per strada e vedere i bambini che giocano, fanno un sacco di sport, ma non senti nessuno che incinta a vincere o che sgrida perchè la tecnica non è perfetta, si sentono solo le risate dei bimbi e dei ragazzi.

  3. Melia ha detto:

    >Esther,le risate dei bambini sono musica per orecchie pure.Erika,hai ragione, c'è differenza tra il saper guidare le inclinazioni dei propri figli e lo spronarli alla competizione e all'eccellenza a tutti i costi, anche a scapito della loro serenità.Lo vedo con Ciock, che ha un grande talento musicale e infatti frequenta un laboratorio di musicalità per bambini, sarebbe stato criminale ignorare le sue potenzialità.E del resto, anche io ho qualche rimpianto, ma so di essere stata una bambina serena.

  4. Panzallaria ha detto:

    >Allora, io da ex nuotatrice agonistica tutte le volte che mi viene il petto in fuori e vorrei urlare una roba tipo: "avete visto la frollina quanto è figa a nuotare???" mi trattengo proprio perché se no rischio di fare la fine di questi genitori qua. E per non avere nemmeno la tentazione di far ricadere su di lei le aspettative di mammà (che in quanto ex nuotatrice agonistica ho memoria viva di alcuni genitori dei miei compagni di squadra che mi facevano DAVVERO paura) mi sono iscritta a un corso di nuoto in contemporanea con la frollina. Il maestro mi apre in due come una mela, così quando arriviamo agli spogliatoi ho giusto, giusto la forza di passarle lo shampoo prima di svenire e mi sedo in fretta. ;-)a parte gli scherzi: i genitori in trans agonistica con il culo piantato in tribuna non li ho mai retti e mi diverto molto, anche adesso, a stroncare le loro paturnie, narrate davanti al phon, grazie a una buona dose di cinismo da cicciardona, che ballonzelli, ballonzelli, a volte è meglio di una botta in testa! 😉 molto divertente quesot post!panzallaria

  5. Melia ha detto:

    >Grazie Panz!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...