>Il cestino dei tesori (usi alternativi)

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Il cestino dei tesori è la scoperta più banale e al tempo stesso più rivoluzionaria, che ogni mamma può vantarsi d’aver fatto… praticamente da sola!
In realtà si tratta di un gioco euristico ben codificato,che forse ha anche il copiright da parte di una certa Elinor Goldschmied,la prima ad averci pensato, o meglio, ad aver pensato di inquadrare e mettere nero su bianco qualcosa di assolutamente intuitivo.
Chi di noi non ha mai fatto giocare i propri pargoli con un mazzo di chiavi?
E con un cucchiaio di legno?
E con le fruste del frullino?
Ecco.
Questi sono solo tre esempi.
Ma se alle chiavi, al frullino e al cucchiaio di legno, aggiungi consapevolmente tanti altri oggetti (non a casaccio, ma ben studiati, ora vedremo come) e metti il tutto in un cesto basso, sufficientemente grande e senza manici, ecco che hai creato il “cestino dei tesori”.
Il principio è quello per cui, versi i sei-sette mesi di età, un lattante si diverte a spaccare le balle ai suoi genitori, cercando di afferrare, manipolare e, possibilmente, portarsi alla bocca, tutto quello che trova in giro per casa.
E, contestualmente, ad ignorare i costosissimi sonagli, trillini, pupazzini e giochetti suonanti-parlanti-scintillanti, nei quali i suddetti genitori hanno speso un capitale.
In una parola: ai marmocchi di questa età piace immensamente esplorare tutto ciò che li circonda.
Il gioco euristico serve proprio a questo: lasciare libero il pupo di fare da solo le sue scoperte, di esplorare e sperimentare.
Come si assembla allora un bel cestino dei tesori?
Primo: il cestino.
Come abbiamo detto, deve essere basso e stabile, così che il pupo possa appoggiarci le manine senza farlo ribaltare, e senza manici.
Secondo: cosa deve contenere.
E qui cominciano i guai.
Se vogliamo farlo bene, dobbiamo armarci di santa pazienza, seguire le indicazioni della dottoressa Goldschmied e raccogliere sei categorie di oggetti: 
Oggetti che si trovano in natura, manufatti con materie prime naturali, oggetti in legno, in metallo, in stoffa-pelo-pelle-gomma, in carta-cartone.
Siccome mi rompo a scrivere tutto, vi mando qui e ve lo leggete voi.
Di consigli in giro per il web se ne trovano tanti, ma questo secondo me è il link migliore (e ne ho spulciati a bizzeffe).
Terzo: come lo si offre ai cuccioli.
Con la massima serenità, avendo cura di vigilare sul potenziale lesivo di alcuni dei materiali proposti.
Mamma o papà si siedono su un bel tappetone con la luce dei loro occhi seduta accanto, e lasciano che costei (o costui) ravani in piena libertà nella cesta.
Cercate di resistere alla tentazione di mostrare al pupo i vari oggetti, niente “Amoooore, guarda com’è bello il cucchiaio di legno! Tesooooro, hai visto che bel rumore se lo sbatti sulla scatola di latta! Viiiiiita, senti  com’è morbido il piumino da cipria!”
Bocche cucite, o gli rovinate tutto il gioco.
Immaginate di essere seduti in poltrona a leggere un libro e all’improvviso arriva vostra nonna che l’ha già letto, ve lo toglie dalle mani, lo sfoglia rapidamente, con la sicurezza di chi sa, e vi dice “Guarda tesoro, com’è bella questa frase!!!! E’ qui che Maigret  capisce chi è il colpevole!”
La strozzate, giusto?
Ecco… trattenetevi.
State lì buonini buonini a guardare sorridenti il vostro bimbo che gioca, non intervenite e osservate.
Guardare un bambino è una delle cose più istruttive che possano esistere, scoprirete tante cosine interessanti, non solo su di lui, ma sugli esseri umani in generale.
E in più con la vostra presenza affettiva e silenziosa, avrete garantito al vostro pastrocchietto, l’atmosfera serena e rassicurante di cui ha bisogno per esplorare in tutta tranquillità.


Questo è il cestino di Fragola:







Ancora mancano un bel po’  di materiali, ma ci sto lavorando!
Fragola ama il suo cestino, ci trascorre un sacco di tempo.
Si mette seduta sulla sua coperta patchwork e comincia a tirare tutto fuori… fa un’attenta selezione di ciò che la attira maggiormente (al momento soprattutto nastri, scatoline e un borsellino di pelle con cerniera), quello che le interessa lo guarda a lungo, se lo rigira tra le mani, lo sbatte, lo scuote,lo mordicchia un po’ e poi lo lancia… quindi svuota completamente il cestino e….
Ora è felice!
Perchè ad elettrizzarla più di tutto è proprio lui, il cestino, oltre a quello che c’è dentro.
Cosa ci fa?
Generalmente se lo mette in testa o lo usa come maschera tribal… Poi non se lo sa togliere e piange.
Ecco, non mi pare che la Goldschmied avesse descritto questi utilizzi alternativi!
Qualcuno sa dirmi cos’ha mia figlia che non va? 

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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3 risposte a >Il cestino dei tesori (usi alternativi)

  1. Mia ha detto:

    >Direi che non è la figlia….E' la mamma!!Ahahahah!!!Cmq è proprio vero anche il toponano si diverte un sacco con oggetti trovatiin giro per casa o con giochi semplicissimi. In questo periodo poi sbarella quando vede passare quel pouf ambulante del gatto!

  2. Bottega Bubamara ha detto:

    >verissimo valentina!! ogni mamma, anche le nostre, e pure le nostre nonne lo sapevano… la magia del cesto delle meraviglie non conosce età, ed è praticamente a costo 0!

  3. Melia ha detto:

    >@Mia, ten'a ccura (stai attenta) al gatto… quelli d i mia madre hanno rischiato più di una volta di fare una brutta fine.@Bubamara, proprio così… ma allora xkè mia madre mi guarda con grande disappunto quando dò il colino di metallo a mia figlia?!

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