L’autosvezzamento di Fragola

1) La teoria e la pratica.

Metto subito le mani avanti: il libro non l’avevo letto, ne avevo solo sentito parlare da tanti… ma proprio  tanti. Nel bene e nel male.

Sta di fatto che l’idea mi era subito parsa buona, anche perchè con il mio primo figlio mi ero comportata nè più nè meno come teorizzato dal dott. Piermarini… più per indole che per scelta culturale.

Fatto sta che Ciock si era autosvezzato a 7 mesi, rivelandosi da subito una buona forchetta.

2) I consigli della pediatra.

Che non mi sembrava molto d’accordo.

Per intenderci, allo scoccare del quinto mese di Fragola, ha cominciato a suggerirmi di provare con i primi omogeneizzati di frutta: un cucchiaino ogni tanto, così, giusto per provare e  “abituarla al cucchiaino”.

Preciso che la mia pediatra è una “giusta” : pochi farmaci, meglio niente e allattamento a richiesta e ad oltranza.

E però sullo svezzamento, molto tradizionalista.

Provare, ho provato.

Con pessimi risultati: Fragola, del cucchiaino, non voleva proprio  saperne.

Del  resto, si mostrava restia ad aprire la sua boccuccia di fragola a qualunque cosa che non fosse la tetta.

Così ho deciso di soprassedere, con buona pace della pediatra.

Ma dopo un mese, ho cominciato a notare che la pargola sembrava interessata al cibo.

Ergo, ho riprovato.

Ed in effetti…

3) La frenesia della Bio-mamma.

Il lunedì  standard della bio-mamma comincia molto presto.

Rapida doccia e via, in macchina verso il più vicino (si fa per dire) bio-mercato.

Incetta di frutta e verdura di stagione, rigorosamente bio, e cessione del quinto dello stipendio al bio-fruttivendolo.

Passaggio dal bio-macellaio di fiducia.

Ritorno a casa e lavaggio accurato dei bio-ortaggi.

Preparazione a vapore di chili di bio-passato di verdure e bio-brodo  vegetale.

Cottura, sempre a vapore, del bio-filetto e della bio-coscetta di pollo.

Accensione in fascia oraria da risparmio energetico, del bio-frullatore.

Congelamento delle bio-pappe in bio-vasetti.

Morte imminente della bio-mamma stremata.

4) La reazione di Fragola.

Difficile rendere in Italiano l’espressione: stuffusa!

Snob? Diffidente? Vagamente schifata?

Ma insomma Fragola, perdindirindina!!!!

Tutte pappe bio, buone, sane e profumate!!!!

Non ti va di assaggiarne almeno un poco?

No?

No.

Tetta?

Tetta.

5) La capitolazione della bio-mamma.

Non è che non mi piaccia il passato di verdure, per carità, mi piace…

E però buttarne giù vasetti su vasetti, per non sprecarlo… Anche no, grazie.

Alla fine un po’ di pappa Fragola l’ha ingurgitata… più  per accontentarmi credo.

Però, tutto sommato, ha cominciato ad abituarsi ai cibi solidi…

Sempre con quell’arietta… come dire… Stuffusa!

6) A mare.

Che vacanza sarebbe senza febbre?

Ditemelo voi: c’è forse uno solo dei vostri figli che non abbia beccato almeno qualche raffreddore, disturbi da dentizione, cacarella, colpo di calore, puntura di zanzara e seccature varie, proprio mentre voi eravate ad un passo dal pensare “Ahhhh, finalmente un po’ di relax!”… Ce n’è forse uno?

No.

E quando Fragola non è in forma smagliante, Fragola non mangia.

Ciuccia.

Ritorno integrale alla tetta.

7) Il biberon no.

Fragola, hai una febbre da cavallo, e dai, per favore, bevi un po’  d’acqua, ti preeeegooo!!!

No.

Ma dai, il biberon è quasi come la tetta… Quasi… Vabbè, no, ti sto pigliando per il culo, non è come la tetta,ma… dai, un po’ d’acqua, dai… non è acido muriatico, Fragola, è solo un po’ d’acqua… Dai proviamo, si?

No.

Fragola molla lì, è un bicchiere di vetro quello!

Si d’accordo, c’è su la Pantera Rosa, è molto bello,ok, ma è di vetro, ti fai male…. No, ferma, non sai bere dal bicchiere, aspetta ti bagni tutta, Fragola ferma, aspetta, aspet…..

Neeeroooo…. Tua figlia beve dal bicchiere!!!

Di vetro, si!

8)I maccheroni si.

Posso farglieli assaggiare?

Mah, non so… i maccheroni…

Ma dai, non riesco a mangiare così, mi guarda fisso dentro il piatto…

E vabbè zia, dagliene un pezzetto… Un pezzetto ho detto!!!

Fragola, bella di zia, ti piacciono i maccheroni eh!

Neeeerooooo…. Fragola ha sospeso lo sciopero della fame!

No, non sta mangiando la pappa, sta divorando i maccheroni di zia!

No comment.

 

 

 

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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