I tempi dei bambini

“Ogni bambino ha i suoi tempi” è una di quelle frasi che mi sono sentita ripetere, a proposito e non, un’infinità di volte, nel corso della mia carriera di mamma.

C’è quando corrisponde a verità e quando invece è soltanto uno stupido stereotipo che fa solo perdere tempo.

Personalmente ne ho sperimentato le nefaste conseguenze, in termini di insulsa e dannosa attesa, quando ho cominciato a notare che Ciock era indietro rispetto agli altri bambini, soprattutto per quanto riguardava il linguaggio.

Probabilmente se non mi fossi fidata delle tante persone che mi ripetevano il ritornello dei “tempi propri di ogni bambino” sarei intervenuta prima.

Non che questo avrebbe cambiato chissà che, ormai Ciock parla benissimo, ma poteva cominciare prima la logopedia e risparmiarsi, forse, qualche batosta; non lo so.

Ci sono invece dei frangenti nei quali non c’è nulla di più vero e la strategia migliore è davvero quella di aspettare e rispettare la spontanea, inarrestabile maturazione dei propri figli.

Ovviamente in questi casi, ci si trova a dover affrontare le critiche opposte: “Ma questa bambina non ne vuole sapere di camminare/parlare/ svezzarsi/ qualunque-cosa-vi-venga-in-mente”

Oppure: “Ma questo bambino il ciuccio non vuole proprio mollarlo!”

O, infine: “Ma a sei anni, ancora il latte dal biberon???!!!!”

Ecco, a proposito di questo: Ciock mollò spontaneamente il ciuccio verso i tre anni, dopo che era stato sempre molto legato al suo.

Nessuno insistette, nessuno lo sottopose a quelle snervanti pratiche di de-ciucciamento, che ho visto applicare da altri genitori, dalle più soft alle più crudeli,tipo prendere il gommotto e tagliarlo con le forbici davanti al bambino.

Semplicemente un giorno lo posò su una mensola della libreria e lo lasciò lì.

Nessuno lo toccò per mesi, rimase lì a prendere polvere, ma Ciock non lo ha più cercato, alla fine è scomparso, non so nemmeno che fine abbia fatto.

Analogamente, sei mesi fa se n’è andato dal lettone, per dormire da solo nel suo letto e nella sua stanza, alla facciazza di chi mi diceva che me lo sarei trovato tra le lenzuola fino a diciott’anni (ma magari!!!! In effetti un po’ mi mancano le sue ginocchia nello stomaco!).

Allo stesso modo, da un paio di giorni il mio pargolo non mi chiede più il latte del mattino nel biberon, ha scelto un bel bicchierone grande, da bibita, di quelli anni’50 (sempre molto vintage i miei figli!), e mi ha chiesto una cannuccia per bere il suo latte.

Anche questa tappa è stata raggiunta.

Senza che nessuno abbia interferito, senza che nessuno gli abbia mai detto che a sei anni il biberon era una sconcezza!

C’è arrivato da solo, come per tutto il resto.

Ora, io non voglio dire che il mio modo di crescere i miei bimbi sia il migliore, ma sicuramente risparmia loro un bel po’ di dispiaceri e a noi un bel po’ di ulcere!

Evidentemente, questa volta, rispettare i tempi di questo bambino, che è diverso da tutti gli altri, perchè non ne esistono due uguali, ha dato i suoi frutti.

Bravo cucciolo, anche tu stai crescendo!

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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3 risposte a I tempi dei bambini

  1. Mia ha detto:

    Tesoro Ciock….

  2. Daria ha detto:

    Come non darti ragione! A me continuano a chiedere perchè non ho “mandato” Alice a dormire da sola quando è nata Elena (.. certo quale momento migliore! ), come faremo adesso in 4 e che resteranno chissà fino a quando…
    E poi mi dicevano di staccare Alice dal seno, che era un “vizio” che avrebbe litigato con la sorella per il seno o le avrebbe rubato il latte, in realtà si è svezzata da sola al 4° mese di gravidanza…
    e via così! Vedo che per la maggior parte della gente il rispetto dei bimbi non viene proprio preso in considerazione…

    • Melia ha detto:

      Per fortuna non sono eccessivamente pressata dalle persone che mi stanno vicine… soprattutto da quando ho mandato forte e chiaro il messaggio che stereotipi e luoghi comuni non sono ben accetti in questa casa e che, comunque, per i miei pargoli decido io!!! Certo per te deve essere stato più difficile xkè ce le hai vicine, i miei si levano 5 anni…

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