Suggestioni ottocentesche

Sarà che sono da sempre una romantica sognatrice.

Sarà che ho la testa piena di libri.

Sarà che ancora non riesco ad abituarmi a questa casa dai soffitti a volta e dai pavimenti policromi.

Sarà che non sono nata per vivere nel ventunesimo secolo.

Sarà, ma ogni tanto mi capita di svegliarmi, convinta di essere un personaggio di De Roberto.

Da quando vent’anni fa, ho letto I Vicerè, guardo la mia città con occhi diversi.

Specialmente da quando abito proprio qui, a due passi da piazza Duomo.

Allora mi piace alzarmi presto, camminare scalza su questi pavimenti lucidi, indossare una delle mie gonne lunghe, aprire tutti i balconi e respirare l’aria di questa città, immergermi nella luce del mattino e bagnarmi della sua atmosfera desueta.

Stamattina sono uscita presto per andare al mercato, ‘A Piscaria, per comprare frutta e verdura fresche.

Il Duomo era già pieno di un’umanità variegata, turisti e devoti, venditori di calia e simenza, zingari, mendicanti, suonatori di organetto.

Donne nerovestite e uomini con la coppola.

Nel duemilaundici.

Scendere le scale dietro l’acqua ‘o linzolu, essere investite dall’odore del pesce e dalle grida dei pisciari.

E’ tutto uguale a se stesso in questa zona di Catania, da due secoli a questa parte.

Stesse voci, stesso “matelismo” catanese.

Così sono andata a comprare pomodori di Pachino per fare la salsa, pregustando già il profumo del basilico che coltivo con amore sul balcone,e due immancabili melanzane da friggere.

Tornando, attraversavo piazza Università e guardavo il pennacchio di fumo che scintillava sopra la Montagna; sembrava quasi farle compagnia, come la Bufaga con l’Ippopotamo.

Ai tavolini dei caffè, a quest’ora senti parlare solo dialetto: i turisti si siedono più tardi, stremati dal caldo, per rinfrescarsi con una granita di mandorla.

Al momento, solo locali, che discutono i loro affari, purtannuli a cafè.

Mentre salivo le scale di casa, con la gonna arrotolata ai fianchi per non pestare l’orlo, mi sentivo tanto una criata del diciannovesimo secolo.

Solo i prezzi sono un tantino aumentati.

Glossario:

A Piscaria: E’ il mercato del pesce, il più antico e caratteristico della città, situato sotto Piazza Duomo, alle spalle dell’Acqua ‘o linzolu.

L’Acqua ‘o linzolu: La fontana dell’Amenano, così chiamata perchè l’acqua scende formando una sorta di tela, un lenzuolo, appunto.

Matelismo: intraducibile. Essere matelici è la quintessenza del catanese doc. Un atteggiamento a metà tra lo sfottente e l’annoiato, che ostenta un sarcastico distacco, manifestato attraverso un’espressione del viso e una prosodia che non lasciano capire se la persona in questione è seria, o ti sta pigliando per il culo.

Aneddoto, tanto per capirci: Etoile d’or (storico caffè di fronte gli archi della marina) un avventore sorbisce il suo caffè, con i gomiti languidamente appoggiati al bancone. Lo chiameremo Alfio. Accanto a lui un secondo avventore, che chiameremo Turi (il vero matelico) comincia ad aggiungere zucchero al suo caffè: due,tre, quattro cucchiaini.

Alfio lo guarda stranito e un po’ ‘nzuttanti (sfottente).

Turi, senza scomporsi, risponde : “E a lei cchi cci nni futti, s’u pigghiu amaru?”. Tradotto: e lei cosa interessa se a me il caffè piace amaro?

Purtari a cafè: risolvere controversie e stipulare affari, a l bar, di fronte ad una tazzina di caffè stretto e… possibilmente amaro!

Criata: domestica allevata in casa.

Calia e simenza: semi di zucca e ceci tostati (credo!)

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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6 risposte a Suggestioni ottocentesche

  1. Plotina ha detto:

    …come sono completamente diverse le nostre vite…
    Io abito al capo opposto dell’Italia eppure a volte anche io mi sento nell’ottocento!
    e quindi, alla fine, come questo nostro bel paese ci accomuna! e i modi di fare e di dire sono diversi nella pronuncia, ma non nei fatti…
    e anche io adoro raccogliere il basilico dal vaso ma anche dall’orto e questa sera non vedo l’ora di andare a prendere le melanzane fresche dell’orto dei miei… e le faccio fritte…

  2. Mia ha detto:

    Ecco io mi sento esattamente così quando passeggi oin certe zone della mia provincia. Sono spettacolari se ti fermi ad osservarle bene. Anche se come Plotina sono al capo opposto dello stivale rispetto a te. I prezzi… lasciamo stare va!

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