Madri diversamente serene di figli diversamente tranquilli

L’altro giorno leggevo questo post della grande Wonder, che come sempre mi ha divertito: un post spassoso, gradevole e leggero.

Mi ha divertito.

E mi ha anche fatto male.

Non per Wonder, che come racconta le cose lei, vanno giù da sole, ma perchè a vederti descritta così bene, quando sei dall’altra parte della barricata, un po’ ti si legano i denti.

Perchè essere la mamma di un bambino iperattivo (e nel mio caso pure autistico, visto che qui non ci facciamo mancare nulla) è davvero tanto, ma tanto faticoso.

E non solo perchè stare dietro ad un pargolo che non sta mai fermo (mai, non è una parola scelta a caso, mai vuol dire mai, che vuol dire: per tutto il tempo che non dorme) è una roba che schianta anche il più dinamico dei genitori, e io dinamica lo sono quanto una lucertola stesa al sole, ma anche perchè fuori ci sono loro… ci sono gli altri.

E ci sono anche i sacrosanti diritti degli altri, fuori di dubbio, primo fra tutti il diritto di non sapere e di non capire che un bambino iperattivo non è monello, invadente, insopportabile o maleducato: è iperattivo.

E il diritto di reclamare le proprie ore di silenzio e di pace.

Perchè un bambino iperattivo non solo non sta mai fermo, ma il più delle volte non sta neanche zitto.

Ecco, vaglielo a spiegare ad un vicino di ombrellone, che non vuole che le corse di tuo figlio iperattivo lo riempiano di sabbia, o alla mamma dell’altro bimbo che tuo figlio iperattivo non voleva spingerlo e farlo cadere, ma solo passare per primo perchè non riesce a contenere bene i propri impulsi.

Ti mandano a quel paese ovviamente.

E poco importa se cerchi di spiegare.

Anche perchè dopo il primo anno, la voglia di spiegare ti abbandona e passi al contrattacco, perchè non devi giustificare in continuazione tuo figlio, lui è così, è specialissimo e unico e la sua vita è già abbastanza difficile senza che ci si mettano le proteste (legittime ripeto) degli sconosciuti.

E i consigli non richiesti.

Soprattutto se appartieni a quella categorie di madri che non hanno il benchè minimo desiderio di sedare i propri bambini a colpi di farmaci (pericolosamente vicini alle amfetamine) per ridurli all’obbedienza.

L’iperattività è una croce: limita ogni normale e sana attività del bambino, lo rende instabile, incapace di concentrarsi, incapace di aspettare, incapace di tollerare la frustrazione.

E anzi io sono fortunata perchè con Ciock abbiamo lavorato tantissimo, anche perchè era necessario affrontare due malattie contemporaneamente e quindi vai di logopedia, psicomotricità, psicoterapia, giochi guidati, gruppi, musicoterapia, TMA e farmaci omeopatici per ridurre un po’ l’eccitabilità.

E i risultati sono stati sorprendenti.

Oggi mio figlio parla splendidamente, riesce a concentrarsi per periodi molto lunghi, se le attività che gli proponiamo sono di suo gradimento, ha affinato tutte le sue potenzialità: lettura e scrittura a quattro anni, un talento musicale eccezionale fin da piccolissimo, capacità di relazionarsi agli altri in maniera sempre più adeguata, condivisione dei sentimenti e tanto altro ancora.

Ciock, a casa e negli ambienti protetti, è un bambino fantastico, attorno al quale si raccolgono tutte le persone che lo conoscono, lo amano e sono in grado di cogliere, oltre la malattia, il bambino.

Un bambino che ha un suo codice per comunicare e per condividere le esperienze.

Diverso da quello di tutti gli altri, come sono diversi il mio e il vostro.

E però a volte vai a sbattere contro gli altri e ti ammacchi il cuore, ti fai dei bei bernoccoli nell’anima.

Quando tuo figlio è in piena crisi in gelateria e la vicina di tavolo, il cameriere, la cassiera, devono per forza dire la loro.

Quando si butta a terra in farmacia e il vecchio rincoglionito di turno insulta te e lui dicendoti che è un bambino terribile, capriccioso, maleducato, che gli ci vorrebbero due schiaffi, che ai suoi tempi… Beh, in quell’occasione ho scoperto di conoscere una quantità incredibile di parolacce!

Perchè per te tuo figlio è assolutamente normale, si d’accordo, ha un problema… solo che per gli estranei non ha un problema, è un problema.

E questo non riesci ad accettarlo.

La serenità non sta solo tra le mura di casa, deve stare anche fuori…

Ecco, sono queste piacevolezze a rendere ancora più difficile la vita di noi mamme “diversamente serene” di bambini “diversamente tranquilli”…

Come se tutto il resto fosse una passeggiata.

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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4 risposte a Madri diversamente serene di figli diversamente tranquilli

  1. Plotina ha detto:

    Troppo spesso si pensa solo al proprio orticello e non si guardano le altre persone e le difficoltà che possono avere. Insomma, a mettersi nei panni degli altri è sempre un bel pasticcio, oltretutto, questa società si sta indurendo molto a mio avviso. Tutti a guardare il proprio orticello…
    E da questa cosa non se ne esce. Immagino a volte sia davvero difficile ma i bambini speciali so che possono donare davvero altrettanti tanti doni speciali… unici ed immensi (e tu lo confermi!).

    • Melia ha detto:

      Ciao Plotina,
      sai, la fatica è proprio questa: riuscire a far convivere gli orticelli di tutti, con le cose buone da mangiare e le erbacce infestanti… che poi, quello che è buono per uno, può scatenare intolleranze in un altro!

  2. Mamma Fai Da Te ha detto:

    Ho appena scoperto per caso questo sito, il tuo sito e mi ha colpito la profondità e la diplomaticità che dimostri di avere. Io sono un’insegnante e ho avuto spesso a che fare con bimbi speciali e son davvero speciali perchè unici e in grado di donare qualcosa di grande. Grazie a tuo figlio hai la possibilità di comprendere cosa significa stare “dall’altra parte” e questo con chiunque ti troverai dinanzi. Io posso solo immaginarlo ma non comprenderlo come saprai fare tu. Questo articolo è davvero profondo e dovrebbe essere fatto leggere a tanti perchè spesso non ci si pensa e basta poco per aprire gli occhi, per cui mi permetto di condividerlo su facebook. Grazie

    • Melia ha detto:

      Non pretendo di insegnare niente a nessuno, solo cerco di raccontare e raccontarmi…. e finora nessuno mi aveva mai detto che sono diplomatica, in genere mi rimproverano il contrario! 🙂
      Grazie per la condivisione,mi fa molto piacere!

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