Pessime madri

Questo post è dedicato a Glores.

E a Francesca, Elena, Daria, Cristina, Annamaria, Sarah, Cristiana, Roberta… e tante altre.

Tante altre pessime madri come me.

Nei giorni scorsi si è a lungo discusso su Facebook dell’ennesimo libro da denuncia. Premesso che, per indole e per formazione, non sono tanto favorevole ai roghi, ci sono però dei casi in cui davvero sento una certa vena incendiaria serpeggiarmi nel cervello.

Il libro in questione era questo: un condensato di puericultura nazista, misoginia, crudeltà e linguaggio ampolloso da imbonitore da fiera di paese.

Come già detto altrove, ci mancava solo l’Estivill francese 15 anni dopo l’originale, come se qualcuno ne sentisse la mancanza.

Quello che ho potuto leggere nella recensione di laRepubblica mi ha profondamente indignata, ma soprettutto mi ha disturbata.

Perchè non si riesce a capire cosa spinga un pediatra a formulare simili teoroie, se non un odio profondo e radicato, mascherato da passione, dedizione e amore, nei confronti dei bambini.

Non è  strano, non sarebbe la prima volta che succede: in psicoanalisi si chiama sublimazione, la trasformazione di una pulsione inaccettabile nel suo contrario e nell’applicazione di tale pulsione ad un fine socialmente accettabile, anzi meritorio, come un mestiere nobile o un’arte.

Quali siano i vissuti di questo sedicente scienziato non è dato sapere, ma di certo non deve essersela passata tanto bene, durante la sua infanzia, per arrivare a detestare così tanto i bambini che dice di amare. E in fondo i bambini sono così facili da amare… e da maltrattare.

Ne parlava già Freud: l’inconfessabile impulso a picchiare i più piccoli…

E allora stamattina, approfitto dell’insolita tranquillità dei miei due piccoli tiranni, il grande a colorare per conto suo e la piccola che ancora se la dorme, per scrivere due parole dedicate, come ho già detto, a tutte quelle mamme che hanno preferito “allevar male” i loro bambini, con il rischio di trasformarli in mostri.

Pessime madri, perchè i nostri bambini vengono  tenuti con noi il più a lungo possibile.

Pessime madri perchè li lasciamo ciucciare dalla tetta fino a grandi.

Pessime madri perchè sì, abbiamo deciso che  i nostri figli avessero i nostri stessi diritti, che le nostre famiglie fossero “orizzontali” e non “piramidali” o peggio “verticali”, che l’unico modo per comprendere i loro “capricci” fosse metterci nei loro panni e provare ad immaginare come si sentano.

Pessime madri perchè preferiamo il dialogo allo schiaffo, le coccole ai regali, i pomeriggi trascorsi in campagna alla ludoteca con baby sitter, le vacanze con la famiglia ai viaggi ecslusivi lasciando i bambini alla nonna, le serate pizza e patatine con i cuccioli, al ristorantino romantico perchè “dovete-avere-del-tempo-per-voi-coppia”.

Pessime madri perchè i nostri figli si addormentano con noi, nel lettone, tra le nostre braccia, e non da soli, strillando d’angoscia, abbracciati a un pupazzo.

Pessime madri soprattutto, perchè tutto quello che facciamo non è dettato da un progetto, dall’aver letto i libri dei maestri (li abbiamo letti, per cultura nostra, non per farci dire da qualcuno come crescere i nostri bimbi) o perchè pensiamo che così facendo i nostri figli saranno più educati e piacevoli da vedere o che diventeranno adulti migliori.

Lo facciamo semplicemente perchè li amiamo.

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
Questa voce è stata pubblicata in Bambini, Famiglia, Incazzature, Libri, Mamme, Nauri, Puericultura. Contrassegna il permalink.

12 risposte a Pessime madri

  1. Mia ha detto:

    Questo qui me l’ero perso….cos’è un elogio alla follia?
    Io credo di essere una pessima mamma a metà. Io si, ho bisogno anche dei miei spazi e non riesco a stare attaccata a lui 24 ore al giorno non stop. Ma credo che sia carattere…
    Solitamente nei limiti del possibile lascio il nano libero e non gli impongo nulla. Non ha mai dormito nel lettone con me per una nostra scelta, era nella culla in camera e poi quando ci siamo accorti che andando a letto lo disturbavamo con luci, due chiacchiere etc, lo abbiamo messo nella sua cameretta dove dorme tutta notte. Da una settimana circa si assormenta da solo. Ci è arrivato da solo, senza forzature dopo aver passato un anno e più ad addormentarsi in braccio. Ora lo mettiamo giù nel lettino, gli facciamo le coccole e poi lasciamo la stanza. SE e solo SE piange lo fa davvero per 5 secodni di orologio, poi si prende il suo bambolotto waldorf e si addormenta. Non lo lascerei mai piangere prima di addormentarsi! Pessimo modo per dargli un sonno tranquillo! Non ha mai voluto stare nella fascia, come non voleva il wrapping in TIN, come non voleva stare col giubottino invernale nell’ovetto, come non vuole vestitini troppo asciutti. Credo che non voglia sentirsi troppo costretto, che sia nella indole semplicemente.
    E credo che qualsiasi nostra teoria vada sempre adattata proprio all’indole del bimbo, perchè anche se in miniatura sono comunque delle persone.
    E credo che quella esposta nel libro in questione, leggendo la recensione ovviamente, sia cattiveria pura.

    • Melia ha detto:

      Mia, tu hai seguito e assecondato l’indole e le inclinazioni di tuo figlio, che, ricordiamocelo, è un bimbo particolare che ha trascorso molto tempo in Tin, prendendo abitudini e ritmi diversi da quelli che si sarebbero potuti impostare in casa.
      Le tue scelte con lui sono comunque dettate da un tuo adattamento alle sue esigenze.
      Tu hai sempre rispettato il tuo nano, ergo: pessima madre anche tu!

  2. sav ha detto:

    Io non ho mai letto il ilbro,anche se conosco le idee di base ..Io sono una di quelle che ha tenuto pochissimo raffa in braccio,tolti i primi mesi.Ho smesso di allattare a 5 mesi perchè non ne potevo più,l’ho messo a dormire nella sua stanza (senza problemi,tra l’altro) a 4 mesi,in 3 anni gli ho concesso di dormire nel lettone pochissime volte.Gli impongo limiti e dò regole precise,non assecondo i capricci,e a volte io e il mio compagno ci regaliamo una serata o un pomeriggio solo per noi..Sarò severa,ma di certo non faccio mancare nè amore nè affetto al mio bambino.Lo riempio di attenzioni,di carezze..Per ogni cosa ci vuole equilbrio.Anche io l’ho lasciato piangere quando non voleva dormire.Non per tutta la notte ovviamente.Ma facevo esattamente come dice questo signore:dalla porta della sua stanzetta gli dicevo dolcemente di dormire…E lui dopo un pò si calmava..Credo che la via di mezzo sia quella “giusta”..

    • Melia ha detto:

      Sav, io credo che a volte le vie di mezzo non siano applicabili: ci vuole decisione nello scegliere un’ideale e seguirlo.
      E’ un po’ come dice Carlos Gonzales: non si può decidere di picchiare un figlio ogni tanto o leggermente, si decide di non picchiarlo e basta.
      Si decide di non farlo piangere e basta, di non considerare le sue lacrime “capricci” ma il suo modo per comunicare un disagio.
      I limiti? Certo, sono necessari, al bambino e (soprattutto, direi) al genitore.
      Ma la cosa più bella è che i limiti si possono metter anche rispettando i desideri del bambino.
      I miei figli hanno limiti e regole pur dormendo con me.
      Dici che hai lasciato piangere Raffa quando non voleva dormire?
      Non è che non voleva dormire, è che non voleva dormire da solo.
      Io non mi sono mai posta il problema.
      Non sarei stata capace di lasciar piangere i miei figli neanche per un secondo.
      Le regole alle quali si attengono sono altre e l’averle imposte non ha causato lacrime.
      L’equilibrio si può trovare ugualmente permettendo ai bambini di negoziare.
      Quando hanno l’età per farlo.
      Prima di allora secondo me, è il genitore che deve adattarsi al bambino, non il contrario.
      Per quanto riguarda poi la scelta di allattare più o meno a lungo, quella è del tutto personale e non ci metto bocca in assoluto.
      Ogni donna dovrebbe essere libera di scegliere, tenendo anche in considerazioni tutti i pro e i contro dell’allattamento al seno e di quello artificiale.
      Poi è chiaro che ognuna di noi si regola come meglio crede… generalmente le mamme sanno quello che fanno e perchè!

      • Marilina ha detto:

        MI ha colpito la frase “per ogni cosa ci vuole equilibrio”, che è un po’ il mio credo… Ma quale società è quella in cui la gente pensa che il co-sleeping sia SQUILIBRIO?

      • Melia ha detto:

        Una società, cara Marilina, che ha spostato il proprio punto di equilibrio!

  3. Elena ha detto:

    Linko l’articolo a quel pessimo padre che è mio marito, che tanto sforzo sta facendo per essere diverso dal modello educativo con cui è cresciuto (con cui, chi più chi meno siamo cresciuti tutti noi degli anni 70).
    Ti abbraccio e menido sempre di più ad una futura discesa per abbracciarti “per vero”, come direbbe mia figlia.

  4. Davide EquAzioni ha detto:

    ciao. noi abbiamo un pò snobbato le discussioni nate intorno a questo libro, fondamentalmente perchè eravamo in ferie e non volevamo avvelenarci il sangue con letture del genere.
    Uno dei grossi problemi in queste circostanze è proprio che dandogli spazio, inevitabilmente gli si dà anche il successo. Perchè le cose che dice sono quelle che ogni “buon” genitore vuol sentirsi dire. E’ indubbiamente piu facile chiudere la porta, il cuore e le orecchie alle esigenze dei bambini. ed è indubbiamente meglio per la nostra coscienza convincerci che questo è per il loro meglio.
    Interessante la questione della “sublimazione”. non ci avevo mai pensato. io l’ho sempre vista come una posizione dettata da impostazioni che ritengo abbastanza politiche e da molto molto fiuto commerciale.
    Concludo con una citazione di Marcello Bernardi noto pediatra “libertario” di cui però non ricordo la fonte: La buona educazione è il risultato di cattivi genitori
    grazie per il bel post

    • Melia ha detto:

      Ciao Davide, capisco cosa vuoi dire: è un po’ il principio del “non esiste cattiva pubblicità.” Vero, ma preferisco comunque che ci siano sempre due campane, la loro e la nostra…
      E poi, diciamola tutta: il post è stato scritto su una violenta ondata emotiva. Nemmeno Estivill mi aveva fatto incazzare tanto. Ho sentito nelle parole di questo pediatra una grande crudeltà e mi sono ribellata.
      Poi naturalmente, da psicoterapeuta cerco sempre delle spiegazioni e quella della sublimazione è l’unica che mi è venuta in mente…
      Grazie a te x essere passato da qui! Un abbraccio a te, a Francesca e ai pupi.

    • Melia ha detto:

      Ah,dimenticavo: le esigenze politiche ci stanno tutte!

  5. Francesca ha detto:

    E’E’E’E’E’E’E’E’E’EE’????? MA CHE CAZZO DICE??????????? Scusa arrivo in ritardo ma sono adnata a leggere l’intervista e posso solo pensare che …. poverino non è normale.
    Ma come mai sta a piede libero sto qua??
    Io non sono una pessima madre, sono proprio stronza e me ne vanto pure tiè.
    Non vale la pena sprecare parole …………….
    Immagino avrai capito come la penso, ora vado a nanna tra i miei due pargoli profumati di colla e pennarelli!!

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