Pasta con il cavolfiore (sicula doc!)

Queste sono due varianti della pasta con il cavolfiore, una delle ricette più tradizionali della cucina siciliana.
Spero che i puristi non si risentano se ci sono delle imprecisioni, non le sto prendendo dai testi sacri, ma dai miei ricordi d’infanzia: a casa mia si faceva così!

Ricetta 1: versione light.
Pulire un bel cavolfiore viola, tagliarlo a cimette e metterlo a bollire con un po’ di buccia di limone e due foglie d’alloro.
Scolarlo ben cotto, tenendo da parte l’acqua di cottura e passarlo in un tegame con una manciata di uva sultanina, qualche pinolo, un filo d’olio e una grattata di parmigiano o pecorino.
Farlo rosolare un pochino e nel frattempo lessare la pasta nell’acqua del cavolfiore.
A proposito della pasta: devono essere rigorosamente ditalini rigati….. Vabbè, anche lisci, ma comunque ditalini.
Mentre la pasta cucina, allungare il cavolfiore con due mestoli di acqua di cottura e ridurlo in purea con la forchetta.
Scolare i ditalini non troppo asciutti, anzi, meglio se rimane un po’ d’acqua, e rimescolarli nel tegame con i cavolfiori schiacciati.
Se piace, si può mettere del pepe nero che ci sta benissimo!

Ricetta 2: versione dannifica.
Procedere come sopra per la cottura del cavolfiore e della pasta, che questa volta deve essere pasta corta, tipo sedani rigati o penne rigate o affini.
Una volta cotto il cavolfiore però, le cose cambiano.
Prima di passarlo in padella, soffriggete in olio una cipollina lunga tagliata a rondelline, due filetti di acciughe che vanno fatti sciogliere completamente, qualche oliva nera, uvette e pinoli e, se lo trovate, un po’ si finocchietto rizzo precedentemente sbollentato. Nel caso in cui abbiate il finocchietto vi conviene cuocere la pasta nella sua acqua di cottura, piuttosto che in quella dei cavolfiori.
Una volta preparata questa salsetta, sfumatela con un bicchiere di vino rosso e aggiungete i cavolfiori, badando a non disfarli del tutto con la forchetta e terminate grattugiando del parmigiano o del pepato vecchio.
Scolate la pasta ben al dente, passatela in padella con il condimento e poi in una teglia da forno precedentemente unta d’olio e cosparsa di pangrattato.
Se volete renderla ancora più dannifica, potete aggiungere dei pezzettini di pepato fresco.
Spolverate di pangrattato e infornate a gratinare per dieci minuti.
Prevedete un buon digestivo.

Curiosità: per chi non lo sapesse, a Catania i cavolfiori si chiamano bastardi… E si uccidono affogandoli.
Ma questa è un’altra storia.

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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15 risposte a Pasta con il cavolfiore (sicula doc!)

  1. Daria ha detto:

    Fantastiche entrambe le versioni! le proverò! solo una cosa: se non volessi mettere le acciughe (si lo so la ricetta sicula doc non lo contempla…) cosa ci metteresti?

  2. il comandante ha detto:

    Per i non siculi, finocchietto rizzo = finocchio selvatico. Per il pepato vecchio, dubito che al di la dello stretto lo si possa trovare; per quanto riguarda le acciughe: sono indispensabili. Buon appetito!!!

  3. Francesca ha detto:

    In qeusto mio momento di “culinarietà” vado a provare …… io opterei per quella dannifica!!! Essendo molto aperta di mente e di orecchio tendo ad indovinare i dialetti, ma il finocchio rizzo no, non ci ero proprio arrivata. Per qualche ingrediente però dovrò barare, senza offesa per i siculi! Se anzi qualche siculo si offre di farmi provare la versione originale che io già so non essere in grado di fare …. sono pronte e prometto lauta ricompensa!! Cioè vedermi mangiare è un vero piacere per il cuoco …. su aspetto offerte numerose!
    Ciao 🙂

    • Melia ha detto:

      Ciao Francesca! Perché non dovresti essere in grado di farla?! È facilissima! Certo la versione dannifica è mooooolto più buona, ma anche la light è deliziosa, la mia bimba la adora! Tu intanto prova, se non hai gli ingredienti doc usa quelli che ti sono più familiari, così sforni una nuova variante!
      Di dove sei?

      • Francesca ha detto:

        Di dove sono????? non lo so neanche io, non riesco a sentirmi a casa in nessun posto ……. mi sento veramente cittadina del mondo ma il mio mondo per ora è a Nettuno, 80 km a sud di Roma sul mare. La pasta l’ho sempre cucinata in versione light ma un po diversa dalla tua …. è proprio la versione II che mi attira!!! Ora sto sperimentando le ricette di laboratorioveg, poi Daria mi ha suggerito le tue e ….. eccomi qua ! (Daria di Goccedaria) Per non essere vegetariana sto facendo passi da gigante!!!!! E sono molto contenta! Un saluto alla splendida terra di sole mare a gente di cuore! Questo è il mio ricordo delal Sicilia … da turista, ma penso che non differisca molto dalla realtà! Tu abiti in sicilia? dove?

      • Melia ha detto:

        sono di Catania!

  4. Daria ha detto:

    E dai che oggi finalmente provo la versione II!

  5. Mia ha detto:

    Senta lei, io quando la verrò a trovare vorrò la versione dannifica!

  6. Charline ha detto:

    I found the information on this post valuable.

  7. geleselibero ha detto:

    ma dai, quella dannifica non è poi tanto dannifica. Ma, per gusto personale, niente pepato fresco.
    Comunque, buona la prima, adoro le cose semplice…
    P.S. ho vissuto a Catania 7 anni e nel mio quartiere (cibali ) passava a giorni alterni un ambulante e cominciava ad urlare col megafono: BASTARDIIIIIII 😀
    vendeva cavolfiori 😀

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