Zero

Zero voglia di fare, zero voglia di scrivere, zero voglia di vita.
Non so…. Sono settimane che va così.
Forse da quando l’incidente capitato a Ciock, che si è fratturato una clavicola cadendo banalmente una sedia, mi ha costretta a casa.
E ha costretto lui ad un’immobilità forzata che lo ha reso nervoso e insofferente.
Oltre che dolorante, povero amore.
Guardo il mio piccolo bambino coraggioso e mi commuovo.
Mi commuove la sua capacità di affrontare la sofferenza.
Una capacità che a me in questo momento sta mancando.
Non ho la forza di affrontare le giornate, mi sento una leonessa in gabbia, mi incazzo con tutti, con tutto.
E mi detesto, perché io non sono così.
Ce l’ho a morte con la mia vita, con la malattia di mio figlio e con me stessa che a volte non riesco ad affrontarla.
Ho sposato la causa dell’alto contatto, dell’educazione dolce, dello stare sempre dalla parte dei miei figli, ma in certi momenti vorrei che sparissero.
Vorrei che sparisse tutto.
Vorrei stare immersa in un’acqua placida e silenziosa.
Una voglia di grembo materno per non essere più madre, per non dover sentire giorno dopo giorno il peso di questa responsabilità…
Vorrei tornare ad essere una figlia inabile e bisognosa, una creatura di cui siano gli altri a diversi prendere cura.
Invece sono sempre io quella che dispensa baci, cerotti, biscotti, coccole, canzoni, rimproveri, carezze….
E passa le sue giornate a rimuginare, a cercare strategie, soluzioni, a provare e riprovare nuove modalità per stare vicina a mio figlio, per farlo crescere bene, sereno, in equilibrio con se stesso e con gli altri….
E mi sento sola.
Non che non ci siano persone accanto a me con cui condividere le mie angosce, ma poi alla fine è di me che i miei figli hanno bisogno, è me che cercano, è me che vogliono.
Ed è giusto, è giusto così…. Solo che a volte non ce la fai più.
Io non so cosa accada certi giorni nella mia testa, so solo che vorrei mettermi in stand by.
Salvo poi farmi assalire dai sensi di colpa.
Per un urlaccio di troppo, per non essere stata paziente, per non aver assecondato un capriccio, per aver preteso qualcosa che forse in quel momento non era alla portata dei miei bambini.
Di Ciock soprattutto.
In particolare con la scuola.
Sono così abituata ai risultati eccellenti di mio figlio, a vederlo capire ed imparare tutto senza sforzo, che poi magari, se incontra una difficoltà, mi sembra che sia per mancanza di volontà o di attenzione.
Quando in fondo dovrei fermarmi un attimo a riflettere che alla fine ha solo sei anni e che non è giusto stressarlo.
In quei momenti mi odio.
E cerco di recuperare subito, di fare marcia indietro, di apportare correttivi.
È questo che alla resa dei conti risulta stancante: questo dover continuamente aggiustare il tiro.
Con mio figlio, con il Nero, con tutti.
Ci sono giorni in cui anche il matrimonio mi va stretto.
Lo so che passano.
Lo so che sono periodi un po’ così.
E se bastasse riuscire a dormire un po’?
Se bastasse riuscire a farmi una doccia DA SOLA?
Poi succede che mi prendo mezza giornata per me e finisce che mi mancano i bambini.
Ma sarò da ricoverare?

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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7 risposte a Zero

  1. Daria ha detto:

    No, Valentina non sei da ricovero, se lo fossi saresti in buona compagnia :-)! Non ci conosciamo ma ti abbraccio lo stesso e spero che scrivere i tuoi pensieri sia stato “terapeutico” per te, tanto quanto lo è per me che leggo e mi ritrovo in pieno in certe giornate… un bacione a Ciock!

  2. Plotina ha detto:

    sei una mamma ma anche una donna. e a volte ti senti come tutte le donne e come tutte le mamme… un po’ sola, un po’ insicura, un po’ stanca…

    io credo che scrivere quello che si sente quando si sta male…sia già il primo passo per iniziare a star meglio…

    da qui ti mando una carezza virtuale, che viaggi nel vento e ti arrivi in sogno…

  3. Elena ha detto:

    Stern dice che ogni donna che diventa madre ha bisogno di “ricevere maternage” a sua volta…

  4. mariga ha detto:

    Non sei da ricoverare, sei solo una mamma che fa ogni giorno il meglio che può, che fa tanta autocritica e che ogni tanto ha il diritto di sentirsi un po’ giù, capita a tutte,
    a me sembri veramente in gamba,ciao

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