Fare il pane,la ricetta della felicità.

No, non è la ricetta del pane che voglio darvi, quella la trovate in rete, in mille versioni e scritta da chi il pane lo sa fare davvero, e ha tanta esperienza (eventualmente andate qui ).
La mia ricetta è davvero quella della felicità.
O per lo meno, di una mezza giornata di felicità.
Bella intensa però.
Il pane in casa volevo farlo da tempo, ma poiché tutti i precedenti tentativi si erano rivelati dei clamorosi fiaschi, avevo messo da parte le mie velleità panificatorie e valutato l’acquisto della macchina del pane.
Ma qualcosa mi tratteneva.
Non ho mai voluto il Bimby, anche se mi attira da morire, perché in realtà quello che amo è stare lì con le mani in pasta: tagliare, affettare, sminuzzare, rimescolare, aggiustare…. Mi piace cucinare alla vecchia maniera.
Mi piace intingere il pane nel sugo e assaggiare dal pentolone col cucchiaio di legno.
Non sarà il massimo dell’igiene, ma è così.
Quindi il pane volevo farmelo da me, soprattutto volevo impastarmelo da me.
E ieri mi sono decisa.
Armata di un sacchetto di farina bio di farro e grano saraceno e di un panetto di lievito e i birra ( prima o poi riuscirò a farmi spacciare un vasetto di pasta madre!) mi sono messa all’opera.
Vi dico subito che alla fine il pane era buonissimo e che lo rifarò quanto prima e vi risparmio le considerazioni sulla convenienza economica e sul “sai cosa mangi”.
La felicità che ho provato è stata altra.
La felicità è stato il silenzio.
La concentrazione.
Le mani in movimento.
La dedizione.
La mente svuotata.
Il freddo del marmo (mia nonna diceva sempre che il pane si fa con le mani fredde!)
L’odore acido del lievito.
Le mani in movimento.
Una canzone in testa.
La seta della farina sotto le dita.
I grani del farro.
Le mani in movimento.
Il volo dei pensieri.
La dolcezza della pasta.
Le mani in movimento.
Felicità pura.
Un’esperienza, quella dell’impastare il mio pane, che mi ha consolato profondamente.
Terapeutica.
Oltre alla soddisfazione del vederlo lievitare, del sentirne il profumo spandersi per casa, del vedere come ci si sono buttati sopra i miei cari!
Buono era proprio buono.
E medicamentoso.
Un semplice pane integrale.
Che può far miracoli.

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Informazioni su Melia

Mi chiamo Valentina, Melia è il diminuitivo di Melissa, il nome della mia gatta nera. Sono una che scrive, da sempre, e che lotta, da sempre. E che cresce con i propri figli. Da sei anni.
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9 risposte a Fare il pane,la ricetta della felicità.

  1. Daria ha detto:

    Ovviamente ti capisco benissimo! Infatti non rinuncerei mai a impastare a mano alla fisicità dell’azione di fare il pane… non mi hanno mai attirato nè impastatrice, nè bimbi… niente (manco il frullatore uso se posso farne a meno…). E la soddisfazione di avere qualcosa di fatto con le proprie mani, di condividerlo in famiglia e con gli amici, la gioia di vedere le bambine che “spastrocchiano” con l’impasto con gli occhi luminosi dalla gioia… ecco per me fare il pane è soprattutto questo! PS: Adesso che sei pronta per la pasta madre: ti aspetto per lo spaccio! 🙂

    • Melia ha detto:

      Siiiiiii!!!!! Oggi Fragola ha voluto un pezzo di pane in pasta e si è messa a pastrocchiare pure lei. Che gioia! Te l’ho detto: sto progettando un viaggetto in Padania!

  2. Glores Sandri ha detto:

    E come non leggerti e ritrovarmi in tutto! Con la pasta madre sarà ancora più bello prendersi cura di lei e di sé.

  3. il comandante ha detto:

    brave, così si fa, contro la lobby dei panificatori 🙂

  4. Francesca ha detto:

    Non riesco a non condividere in pieno tutto quello che hai scoperto con il pane……………
    Forse non sarà buono ma è il MIO pane, e per me che allatto ancora il piccolino fare il pane è come “allattare” tutta la famiglia, ed è terapeuticamente appagante!!!
    Francesca
    p.s. Ci sono una infinità di paste madri pronte a farsi adottare da te, stai attenta a cosa chiedi perchè poi arriva e non la fermi più!!!!!!!!!!!!!!!
    Benvenuta nel club 🙂

    • Melia ha detto:

      Wow! Mi piace il concetto del nutrire (anche spiritualmente!) la famiglia con il mio pane….. La pasta madre da dipendenza, lo so, me l’hanno detto in tanti! Non vedo l’ora di drogarmi!

  5. equAzioni ha detto:

    e ora che ho finito di leggere e che la pasta madre ha riposato a sufficienza…. vado ad impastare
    grazie!

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